La storia del Monumento ai Caduti di Altavilla Monferrato (AL) è veramente singolare ed interessante, come possiamo già intuire dal titolo dell'articolo di Idro Grignolio "
Cent’anni di guerre e monumenti - Il più importante? Quello di Altavilla".
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| Monumento ai Caduti di Altavilla Monferrato |
Lascio direttamente la parola a Grignolio, corredandola con le foto da me scattate nel marzo del 2013, durante una visita ad Altavilla, stimolata proprio dalla lettura di quell'articolo.
Il terzo monumento cui é necessario dedicare ammirazione é "La libertà in Monferrato" che si erge ad Altavilla a fianco del modesto monumento-lapide ai 25 Caduti della Prima Guerra Mondiale. È una bellissima, classica, statua femminile in bronzo, alta più di due metri, vestita di una lunga tunica, con un grande scudo istoriato, senza elmo né armi. Sul basamento é scritto: "La libertà, per cui questi prodi caddero, vegli per sempre, sull'Italia e sul Monferrato".
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| Paul Landowski - La libertà in Monferrato |
Il magnifico monumento - certo il più importante in Monferrato - per la firma dello scultore, é il franco-polacco Paul Landowski. Ad osservare attentamente la complessa decorazione dello scudo, intorno al tondo centrale recante una Francia cavalcante fra le numbi, contornata dagli ideali Liberté, Egalité, Fraternité, si scoprono Santa Genoveffa, Carlo Martello, Santa Giovanna d'Arco, l'occupazione della Bastiglia, la dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino, Napoleone e la Grande Armée, la proclamazione della Repubblica, la caduta del 2° Impero, la Marna e Verdun, Strasburgo e Parigi nel 1944...
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| Lo scudo istoriato (Paul Landowski) |
L’autore? Polacco trapiantato in Francia eseguì all'inizio del '900 interessanti opere (Davide combattente, Le figlie di Caino, I fantasmi) che lo fecero apprezzare - e non solo in Francia - per la sua particolare esaltazione del bello e un grande senso del monumentale. Sue opere furono il Monumento alla Vittoria per il Marocco, la statua alla memoria di Paul Deroulede, la famosa “S. Genoveffa" per Parigi, la più contestata delle sue opere. E poi "L'imbeccata”, Il concerto” (al Ramboulliet), “Il Pugile" (per il quale aveva posato il boxeur George Charpentier), "La cerva dai piedi leggeri”, e numerosissime altre fra cui... il celebre "Cristo Redentore” posto nel 1931 sul monte Corcovado che domina la Baia di Rio de Janeiro, e che misura ben 45 metri fra l'una e l'altra palma delle mani dell'imponente Gesù.
La provenienza? La statua ornava il salone del translatlantico francese "Normandie” demolito a Genova. Il dott. Franceschini, proprietario all'epoca del castello di Altavilla lo acquisì e ne fece dono al Comune!
Idro Grignolio
"Cent'anni di guerre e monumenti - Il più importante? Quello di Altavilla"
su "Un secolo di Monferrato", pag.86
Editrice Monferrato, 2000
Se vi sembra poco... Ma non finisce qui! Su almeno uno degli altri due monumenti di cui parla l'articolo ritornerò in un futuro post.
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